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giovedì 12 settembre 2013
Prima che l'estate sia finita!
La prima estate del blog...e noi scompariamo. Voi penserete "ma quanto cavolo stanno in vacanza queste tre fortunelle???". Noi invece vi smentiamo subito: abbiamo avuto la fortuna di passare una splendida settimana nell'isola di Santo Stefano in Sardegna, ma per il resto sempre a casa. Per una sorella è stata la prima estate da lavoratrice e quindi ha avuto solo le canoniche due settimane di ferie a cavallo di Ferragosto; per una gli esami universitari si sono protratti fino a date indicibili; per l'ultima invece ci sono stati gli esami di terza media (ovviamente promossa a pienissimi voti!) e la convocazione in una squadra di pallavolo fortissima che l'ha tenuta impegnata con durissimi allenamenti in vista del nuovo anno sportivo. ovviamente il nostro forno non è stato completamente spento o la nostra cucina chiusa: d'estate si fanno tate più cene con gli amici e chi porta il dolce se non noi? Ma le cose venivano fatte in fretta (ma bene!) e il tempo per condividere la ricetta non c'era.
Per rimediare alla nostra assenza, vi lasciamo una ricetta squisita per assaporare gli ultimi frutti estivi che abbiamo scovato nel fantastico blog di Fico e Uva a cui abbiamo fatto una piccola modifica; cogliamo l'occasione per ringraziarli dell'infinita disponibilità e rapidità che li contraddistingue nel rispondere a qualsiasi richiesta e consiglio.
lunedì 20 maggio 2013
Un weekend toscano
Abbiamo sempre avuto la fortuna di viaggiare molto. Con la famiglia o con gli amici abbiamo visto mezzo mondo: America (bis, tris, quaterna: non ci stanca mai!), Asia, Europa, Africa.... Ci sono però ancora moltissimi posti dove vorremmo andare e un pochino ci vergognano a confessarvi che l'Italia l'abbiamo visitata ben poco! Alcune grandi città rientrano nella lista "viste" per altri motivi: a Roma ci abbiamo vissuto un anno per il lavoro del papà, Milano e Verona sono la seconda casa universitaria, Trieste era il luogo degli allenamenti di pattinaggio della domenica... Ma la Toscana è sempre stata la grande assente, forse perchè quando si decide di partire per qualche giorno, si pensa sempre a posti più lontani perché tanto "l'Italia ce l'abbiamo qui, possiamo andarci quando vogliamo".
Prima tappa: Lucca. Ci ha lasciate piacevolmente sorprese, è una città carinissima e molto curata, pulita, ordinata; il centro chiuso alle macchine ti lascia la possibilità di girare a piedi fino a che non ti stanchi o non senti il profumino di pappa al pomodoro o cinghiale uscire dalle infinite osterie più o meno nascoste tra le viuzze della città. Per smaltire un bel pranzo ricco cosa c'è di meglio dei 225 gradini della Torre Guinigi? Arrivati in cima i lecci del giardino pensile saranno il posto ideale per riprendersi.
Questa volta è stato diverso: abbiamo deciso di prenderci un weekend all'ultimo minuto, quindi niente voli da prenotare, hotel da cercare: abbiamo preso la macchina e abbiamo fatto una piccola toccata e fuga in alcune città.
Prima tappa: Lucca. Ci ha lasciate piacevolmente sorprese, è una città carinissima e molto curata, pulita, ordinata; il centro chiuso alle macchine ti lascia la possibilità di girare a piedi fino a che non ti stanchi o non senti il profumino di pappa al pomodoro o cinghiale uscire dalle infinite osterie più o meno nascoste tra le viuzze della città. Per smaltire un bel pranzo ricco cosa c'è di meglio dei 225 gradini della Torre Guinigi? Arrivati in cima i lecci del giardino pensile saranno il posto ideale per riprendersi.
Seconda tappa: Pisa. Dobbiamo premettere che il tempo qui non è stato dalla nostra parte... Arrivate in Piazza dei Miracoli c'era un vento che spazzava via tutto e l'inizio del diluvio universale! Siamo rimaste comunque affascinate da come la torre possa restare in quella posizione e ci siamo rifugiate all'interno del duomo di Santa Maria Assunta. Non siamo tipe da musei, soprattutto se abbiamo poco tempo; preferiamo di gran lunga passeggiare per le vie della città, anche senza un itinerario preciso, e scoprire "per sbaglio" qualche angolo speciale. Dopo essere passate alla Scuola Normale, sempre sotto un muro d'acqua, da brave pasticcere-fai-da-te abbiamo DOVUTO assaggiare i ricciarelli e i cantuccini della Pasticceria Salza, la più antica della città, per poter poi cercare la ricetta e rifarla a casa ;)
Questo post sta diventando un poema, ma siamo rimaste veramente affascinate da questi fantastici luoghi! Mancano all'appello Pietrasanta e Forte dei Marmi, ma magari li ci torniamo quest'estate e ve li raccontiamo alla luce di un caldissimo sole estivo, se il tempo si decide a migliorare!
Ovviamente appena tornare a casa ci siamo messe subito all'opera! Questo è il risultato :)
martedì 19 febbraio 2013
Deliziose scoperte
A questo punto, siamo oneste, dobbiamo ammettervi questa nostra grave mancanza: noi della torta delizia non avevamo mai sentito parlare (e una volta assaggiata, aggiungiamo anche un PURTROPPO!). E sì che credevamo di saperne abbastanza di dolci e pasticceria........ beh, un motivo più per metterci a studiare ricette sempre nuove :)
Non possiamo dire che sia una torta complicata, ma sicuramente richiede moooooooooolta pazienza. Ma come vi abbiamo già raccontato a noi le preparazioni con più passaggi, riposi vari e decorazioni sono quelle che, una volta pronte, ci danno maggiori soddisfazioni perchè sentiamo di poter gustare la nostra stessa passione in queste fette deliziose.
Dopo l'assaggio ufficiale abbiamo già individuato 2 o 3 cosine che potremmo facilmente migliorare e quindi non passerà molto tempo alla replica, anche perchè il papà ha più che apprezzato. La nostra prima idea, che voi potreste anche già mettere in pratica e farci quindi sapere se siamo sulla strada giusta, è quella di sostituire (oppure per i più golosi si può sempre aggiungere uno strato :P) la farcia alle mandorle con una crema pasticcera o una crema frangipane che, essendo più umide, renderanno ancora più morbido il Pan di Spagna.
domenica 20 gennaio 2013
Sbagliando si impara
Me lo ricordo ancora perfettamente come se fosse successo ieri: era un grigio pomeriggio milanese, giornata di lezioni infinite e noiosissime, ma lì fuori nell'atrio ad aspettarmi c'era lei, la mia amica-pasticcera che veniva a trovarmi dopo una vita che non la vedevo e, come da tradizione, aveva tra le mani una scatolina di latta, che sapevo perfettamente contenere una dolcissima selezione dei biscotti che più preferisco tra le sue creazioni (.....eh, lo so: mi viziano! :P). E invece quella volta mi sbagliavo: il tappo si apre e compaiono delle cose lisce e colorate, biscotti all'apparenza, ma sembravano molto più delicati e fragranti. Macarons li chiama. Il nome non mi è nuovo, avevo sentito parlare di questa piccola goduria francese e li cominciavo a vedere sempre più spesso in televisione, ma non avevo mai avuto l'occasione di assaggiarli "dal vivo". Beh, come potete facilmente immaginare, è stato amore al primo morso e vi assicuro che nonostante da quel momento io ne abbia assaggiati in quantità considerevoli, di pasticcerie più o meno famose, internazionali e locali, quelli "della Ele" rimangono i miei preferiti in assoluto (lo so, lo so.....la mia amica è la migliore :P)!!
Ovviamente il passo successivo per le sorelle-pasticcere è stato decidere di tentare con l'home-made. In molti ci avevano avvertito delle insidie e delle difficoltà che nascondono questi piccoli dolcetti, ma noi eravamo più decise che mai nel tentare l'impresa. Abbiamo cercato ricette ovunque, abbiamo comprato libri, libretti e arnesi vari, abbiamo fatto conferenze telefoniche in diretta con la mitica amica, ma una maledizione anti-macaron sembrava essersi abbattuta su di noi. La prima volta l'impasto era troppo liquido; la seconda i problemi sono iniziati in forno, quando i gusci sembravano letteralmente scoppiare; la terza forno salvo, ma niente "pizzo"; la quarta sembrava tutto perfetto, gusci lisci e brillanti, peccato che dentro fossero rimasti crudi.................. e abbiamo continuato così, teglie su teglie che venivano tristemente cestinate, non senza grandi fatiche ed enormi incavolature! Eccheccavolo, possibile che non fossimo in grado di creare la magia dei macarons?!?!
Ma non ci siamo arrese e appena abbiamo scoperto di un mini-corso intitolato Dolci Fashion siamo state le prime ad iscriverci. Qui abbiamo conosciuto due simpaticissime organizzatrici e un cuoco bravissimo e intraprendente, che, dopo averci sopportato per un'intera serata con il nostro miliardo di domande da secchione sul perchè e sul per come dei vari metodi di cottura dei macarons (ve l'avevamo detto che ci eravamo documentate per bene.......), ci ha finalmente svelato ogni più piccolo trucco per riuscire nella titanica impresa di ottenere dei gusci perfetti.
Il giorno dopo eravamo già all'opera, gli appunti sparsi un po' ovunque e il timore di rimanere di nuovo deluse. E invece FINALMENTE il risultato non è stato solo buono, ma oserei dire, rischiando di peccare di presunzione, ottimo!! Abbiamo così dato inizio alla nostra produzione casalinga di macarons, che ogni volta raccolgono sempre ottime recensioni.
Pensiamo quindi che sia arrivato il momento di condividere con voi questi piccoli segreti che magari conoscerete già, ma che a noi hanno salvato la vita. Questa è la ricetta dei gusci base, che potete accompagnare con una qualsiasi ganache o marmellata (e anche la Nutella ci sta benissimo!).
Perchè ricordatevi,: sbagliando si impara.............ma solo se qualcuno ti insegna!!!
Ovviamente il passo successivo per le sorelle-pasticcere è stato decidere di tentare con l'home-made. In molti ci avevano avvertito delle insidie e delle difficoltà che nascondono questi piccoli dolcetti, ma noi eravamo più decise che mai nel tentare l'impresa. Abbiamo cercato ricette ovunque, abbiamo comprato libri, libretti e arnesi vari, abbiamo fatto conferenze telefoniche in diretta con la mitica amica, ma una maledizione anti-macaron sembrava essersi abbattuta su di noi. La prima volta l'impasto era troppo liquido; la seconda i problemi sono iniziati in forno, quando i gusci sembravano letteralmente scoppiare; la terza forno salvo, ma niente "pizzo"; la quarta sembrava tutto perfetto, gusci lisci e brillanti, peccato che dentro fossero rimasti crudi.................. e abbiamo continuato così, teglie su teglie che venivano tristemente cestinate, non senza grandi fatiche ed enormi incavolature! Eccheccavolo, possibile che non fossimo in grado di creare la magia dei macarons?!?!
Ma non ci siamo arrese e appena abbiamo scoperto di un mini-corso intitolato Dolci Fashion siamo state le prime ad iscriverci. Qui abbiamo conosciuto due simpaticissime organizzatrici e un cuoco bravissimo e intraprendente, che, dopo averci sopportato per un'intera serata con il nostro miliardo di domande da secchione sul perchè e sul per come dei vari metodi di cottura dei macarons (ve l'avevamo detto che ci eravamo documentate per bene.......), ci ha finalmente svelato ogni più piccolo trucco per riuscire nella titanica impresa di ottenere dei gusci perfetti.
Il giorno dopo eravamo già all'opera, gli appunti sparsi un po' ovunque e il timore di rimanere di nuovo deluse. E invece FINALMENTE il risultato non è stato solo buono, ma oserei dire, rischiando di peccare di presunzione, ottimo!! Abbiamo così dato inizio alla nostra produzione casalinga di macarons, che ogni volta raccolgono sempre ottime recensioni.
Pensiamo quindi che sia arrivato il momento di condividere con voi questi piccoli segreti che magari conoscerete già, ma che a noi hanno salvato la vita. Questa è la ricetta dei gusci base, che potete accompagnare con una qualsiasi ganache o marmellata (e anche la Nutella ci sta benissimo!).
Perchè ricordatevi,: sbagliando si impara.............ma solo se qualcuno ti insegna!!!
sabato 29 dicembre 2012
Mi regalo...una soddisfazione personale!
Ma c'è una cosa, UNA SOLA, negativa: compiere gli anni 4 giorni dopo ed avere tutti i regali raggruppati in 5 giorni; tutte le cene da incastrare come pezzi di un puzzle per riuscire a farle tutte; tanti amici che se ne vanno in vacanza e non riuscire a festeggiare come si deve. E il trauma di quando ero bambina che sognavo per il mio compleanno la bellissima meringata gelato con fragoline di bosco dei compleanni estivi di Francesca, ma che ovviamente il 29 dicembre nessuno fa! Erano ancora i tempi dove noi non preparavamo dolci...;)
Crescendo ho imparato a passare oltre questo problema, tanto che oggi ho deciso di non postare affatto una torta.
È una delle dolcezze che abbiamo preparato per i nostri regalini di Natale homemade, la ricetta di cui personalmente vado più fiera! Alcuni indizi: è ovviamente una ricetta natalizia e l'adoro cosi tanto che prima che sparisca dai negozi faccio scorta per tutto il resto dell'anno (ma ora che ho provato a farla potrò prepararla quando voglio!!!); è dolce; appartiene alla tradizione ed è da qui che forse nasce la mia felicità per averla confezionata con le mie manine.
Quindi oggi che compio gli anni mi autoregalo la soddisfazione di essere riuscita, insieme alle mie sisters, a preparare........ Il torrone!
Un abbraccio, Carlotta.
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lunedì 24 dicembre 2012
Un dolcissimo Natale!
Il Natale è da sempre uno dei periodi migliori dell'anno, però è sicuramente anche uno dei più indaffarati. È proprio questo il motivo che ci ha portato a trascurare le pagine di questo blog!
Ma ora potete vedere anche voi il risultato delle nostre molte ore passate con il forno acceso: centinaia e centinaia di biscotti che vanno a riempire tanti sacchettini, che come ogni anno regaliamo alle persone a noi più care. Ogni Natale cerchiamo di migliorarci e studiamo con attenzione gusti e impasti nuovi per soddisfare i palati dei nostri (fortunati!) amici. Quando arriva il primo dicembre nelle nostre menti è già tutto pronto da settimane, ma ci imponiamo di aspettare almeno l'Avvento per profumare tutta la casa di zenzero e cannella.
Per motivi "logistici" il nostro piano operativo prevede innanzitutto la preparazione degli impasti che mettiamo poi nel freezer, in attesa di essere infornati. Man mano, durante le nostre sessioni di cucina del weekend, scongeliamo i diversi biscotti che riponiamo in delle enormi scatole di latta.
Una volta che sono tutti pronti, si passa alla fase finale, la più divertente: preparare tutti i sacchettini, curando fino all'ultimo fiocchetto e bigliettino.
Vi lasciamo oggi alcune delle ricette che abbiamo scelto per questo Natale, insieme a dei dolcissimi auguri!
Ma ora potete vedere anche voi il risultato delle nostre molte ore passate con il forno acceso: centinaia e centinaia di biscotti che vanno a riempire tanti sacchettini, che come ogni anno regaliamo alle persone a noi più care. Ogni Natale cerchiamo di migliorarci e studiamo con attenzione gusti e impasti nuovi per soddisfare i palati dei nostri (fortunati!) amici. Quando arriva il primo dicembre nelle nostre menti è già tutto pronto da settimane, ma ci imponiamo di aspettare almeno l'Avvento per profumare tutta la casa di zenzero e cannella.
Per motivi "logistici" il nostro piano operativo prevede innanzitutto la preparazione degli impasti che mettiamo poi nel freezer, in attesa di essere infornati. Man mano, durante le nostre sessioni di cucina del weekend, scongeliamo i diversi biscotti che riponiamo in delle enormi scatole di latta.
Vi lasciamo oggi alcune delle ricette che abbiamo scelto per questo Natale, insieme a dei dolcissimi auguri!
venerdì 19 ottobre 2012
Chi ben comincia è a metà dell'opera!
"[...]
Avevo elaborato uno stile particolare nel mangiare un cupcake. All'inizio
togliete accuratamente il pirottino per non sbriciolarlo gratuitamente e lo
mettete da parte. Poi ve lo fate roteare lentamente in mano, dando morsi lungo
la linea di congiunzione tra pasta e glassa, mentre la bocca si riempie di una
perfetta combinazione delle due componenti. Una volta fatto il giro completo,
staccate i 2-3 cm alla base, mossa che richiede una notevole delicatezza e
lascia un friabile segmento di dolcetto delle dimensioni ideali per posarvelo
sulla lingua e lasciarlo sciogliere lentamente, rafforzando l'aspettativa per
quell'ultimo boccone. Alla fine vi rimane il cilindretto centrale di impasto e
glassa, il cuore della tortina, il boccone più umido e saporito di tutti. Fate
un bel respiro prima di tuffarvi su quell'ultimo boccone perfetto: va
assaporato il più a lungo possibile. Alla fine, naturalmente, recuperate le
briciole dal pirottino messo da parte, poi appallottolatelo e lanciatelo nel
ricettacolo più vicino. Avete fatto canestro?!? Vincete un altro cupcake!
[...]"
(La
cucina dei desideri segreti, Darien Gee)
Direi che
questa citazione, tratta da un romanzo letto durante l’estate, è il miglior
modo per descriverci e inaugurare questa nostra avventura nel mondo degli ormai
famosissimi food blog.
I cupcakes
sono il primo semplice dolce con il quale è iniziata la nostra storia d’amore
con la pasticceria e sono sempre i cupcakes, con le loro mille varianti, a cui
ci affidiamo quando vogliamo prendere per la gola e strappare un sorriso a chi
ci sta intorno. E quindi, come non dedicare loro un posto d’onore?!
E poi dobbiamo
confessarvi un segreto: è proprio così che noi ci gustiamo le nostre piccole
creature!!
Ma ora
passiamo alla prima ricetta, perché sempre di un food blog si tratta!
Non
immaginate quanto tempo abbiamo impiegato a scegliere la ricetta che avrebbe dovuto
dare il via ufficiale ai nostri post…eravamo tutte d’accordo che avrebbe dovuto
trattarsi di un cupcake, sempre per il merito che riconosciamo loro dell’averci
introdotte alla cucina dolce, ma quale delle mille varianti che abbiamo
cucinato e assaggiato??
Abbiamo
scelto di iniziare con una ricetta (tratta dalla nostra Bibbia, il libro di
Joanna Farrow 200 cupcakes) più che testata e di sicuro successo,
il cupcake che abbiamo cucinato più spesso e che ha sempre riscosso tantissimo
successo tra tutti coloro che l’hanno assaggiato. Gli ingredienti di base sono
semplici e piacciono a tutti, per cui bando alle ciance e iniziamo!
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